mercoledì 16 maggio 2012

I profumi fanno male?


Quando proponiamo un nuovo prodotto al cliente la prima cosa che ci chiede è:
MA QUESTO PRODOTTO LASCIA L’AMBIENTE PROFUMATO?
Ogni volta mi devo trattenere, e non sempre ci riesco.
I profumi non servono a pulire, anzi possono crearci seri problemi nascondendo la verità.
Se un ambiente ha un odore sgradevole è quasi certo che ci troviamo di fronte ad un problema di igiene.
Probabilmente l’ambiente è sporco e deve essere pulito più a fondo.
Non dimentichiamo che lo sporco è ottimo cibo per i batteri.
L’odore sgradevole altro non è che la flatulenza dei batteri stessi dopo il lauto pranzo.
Viceversa un prodotto molto profumato potrebbe  nasconderci la tremenda verità.
Quindi potremmo vivere in un ambiente sporco ma senza rendercene conto.
Rimane poi il fatto che questi profumi sono di solito di sintesi chimica è potrebbero essere incolpati di vari problemi legati alle allergie.
Di seguito vi propongo un articolo che dovrebbe farci riflettere.
Naturalmente prendiamolo con le molle ma riflettiamo.
Giovanni Cantello

Sicuri di vivere nel pulito?


Finalmente è arrivato. 
Per combattere lo sporco e nonostante il momento difficile, abbiamo deciso di acquistare un Bioluminometro per monitorare l'igiene di diversi ambienti. 
Ma a cosa serve?
Batteri, lieviti, muffe, cellule animali e vegetali contengono ATP, una molecola indispensabile per la produzione di energia. Il “Bioluminometro” misura la quantità di ATP presente su una superficie o in un liquido, sfruttando la seguente reazione:
Mg++ LUCIFERINA+LUCIFERASI+ATP OSSILUCIFERINA+LUCIFERASI+CO2 +AMP+ LUCE. 
Viene misurata la quantità di luce emessa, che è direttamente proporzionale alla quantità di ATP prelevata dalla superficie o dal liquido.
Lo strumento attraverso una velocissima analisi effettuata con uno speciale tampone, restituisce un valore numerico (RLU).
Tanto più questo valore si avvicina allo 0 e tanto più la nostra superficie è pulita e sicura.
I parametri benché molto elastici vanno letti in questi termini:
0-30 superfici che vadano a contatto con alimenti quindi cucine, macchine (tritacarne, affettatrici, frullatori, ecc.), banconi, tavoli e tavolini, ecc.
30-50 scrivanie, banchi, telefoni, tastiere, ecc.
50-100 superficie non pulita correttamente
oltre 100 .................. abbiamo dei problemi da risolvere
Sebbene lo strumento non sia in grado di dare certezze assolute, i risultati ottenibili sono assolutamente in grado di darci precise indicazioni sulle condizioni igieniche dei nostri locali.
PULIZIA PERCEPITA ED IGIENE REALE
Esiste una enorme differenza tra le due.
Se entriamo in un locale ordinato, simpatico, allegro e piacevole, siamo tendenzialmente meno inclini a vederne i difetti e tutto ci sembra perfetto, igiene compresa. Al contrario, cerchiamo il pretesto giusto per non tornarvi se troviamo un ambiente non confacente ai nostri “gusti”.
Ciò non vuole dire affatto che un ambiente piacevole sia anche igienicamente sicuro.
L’IMPORTANZA DI UN CONTROLLO
Fino ad oggi l’unico sistema scientifico per valutare lo stato igienico di una superficie era quello di eseguire dei tamponi, ma il sistema è lungo, costoso e quindi poco applicabile.
Oggi il BIOLUMINOMETRO ci consente di ottenere dati importanti in pochi secondi e con una spesa limitatissima per ogni esame.
DOVE SI USA?
Si usa per controllare l’igiene di qualsiasi superficie, anche se è nato e viene utilizzato in modo particolare in campo alimentare.
Grazie alla velocità dei dati ottenuti può immediatamente metterci in allarme ed intervenire prontamente dove più ci sia la necessità di migliorare l’igiene e la pulizia.



PRIMI ESPERIMENTI

Siamo all’inizio ed è divertente provare a sfatare certe credenze popolari. 
Cominciamo da una delle cose più sporche e più pericolose in assoluto.
TAZZA W.C.

Per fortuna esistono prodotti e sistemi che ci permettono di rendere sicuro il nostro W.C.
Ogni giorno usiamo prodotti per la pulizia interna del water ed esistono anche sistemi di disinfezione automatica ad ogni risciacquo.
Ma quanto è sporco l’interno di una tazza W.C.?
Prendiamo ad esempio il servizio del nostro ufficio dopo una giornata di utilizzo.
Prelevando un campione dall’interno della tazza leggiamo questo dato:
145 RLU
Se oltre 100 dobbiamo cominciare a preoccuparci. Mi sembra un dato assolutamente non drammatico visto da dove proviene e comunque non preoccupante visto che nessuno tocca con le mani l’interno della tazza.



L’asse invece sarà molto più pulito, ma comunque facciamo una prova.
NO!!!!!!
L’asse del W.C. è ben 4 volte più sporco.
A questo punto prendiamo anche in esame il pulsante dello sciacquone.
Anche qui una sorpresa: arriviamo a ben 290 RLU.
Ribadiamo che il BIOLUMINOMETRO non restituisce dati assoluti, ma sicuramente importanti.
Vuole dire però che è meglio mangiare un panino appoggiandolo dentro al water piuttosto che sull’asse.
In definitiva è molto più pulita la tazza che tutto il resto.
Quindi nelle pulizie è molto meglio concentrarsi su maniglie, porte, rubinetti, suppellettili ecc.
Piuttosto lasciamo sporchi i water perché poi così sporchi in realtà non sono.





TELEFONO
Da tempo sappiamo che la cornetta del telefono non è certo un esempio di pulizia da prendere in considerazione.
Ma quanto può essere sporca?
Abbiamo preso in esame il telefono del nostro ufficio dopo una giornata di lavoro.
Sappiate che il telefono in esame viene utilizzato da almeno 4/5 persone al giorno. 
Quindi sarà assolutamente molto sporco.
Ecco il valore riscontrato di poco inferiore a quello della tazza w.c. 
Quindi il telefono è sporco come un water?
Ebbene parrebbe proprio di si.
Ma è molto più pulito del pulsante dello sciacquone.
Pulito con un buon detergente e rifatto il controllo, il valore è sceso a 22 RLU.






BASTA... RILASSIAMOCI IN PALESTRA
La giornata è lunga e, per chi puo’, rilassarsi con un po’ di sano esercizio rappresenta un ottimo sistema per dimenticare le disavventure giornaliere. 
Qualche chiacchiera con gli altri ospiti, una battuta ed una risata, poi una bella sudata e finalmente a casa.
Ma sarà poi tutto oro quello che luccica?
Ci siamo recati presso una palestra di comprovate serietà, pulita ben 4 volte al giorno.
L’igiene percepita è rassicurante.
I pavimenti sono puliti e lucidi, gli istruttori simpatici e disponibili e tutto è in ordine.
Un ambiente accogliente dove ci si trova subito a proprio agio.
Ma l’igiene percepita sarà pari e quella effettiva?
Vediamo.
Prendiamo in esame una delle macchine dove si suda più. 
L’impugnatura è senza dubbio uno dei punti cruciali.
La prova è stata fatta alle ore 10,30, due ore circa dopo l’apertura. 
La palestra è stata utilizzata da circa 20 persone ma non sappiamo quanti abbiano utilizzato la macchina dopo le pulizie del mattino.
Ciò che lascia di stucco è il valore letto.

Inimmaginabile.





QUINDI?
Siamo appena agli inizi e dobbiamo imparare.
Ribadisco ancora una volta che questo strumento non dà certezze assolute ma indicazioni precise sul grado di pulizia di una superficie.
Non ci sono due strumenti in grado di dare lo stesso risultato e lo stesso strumento può dare risultati diverse se cambia il campionamento.
Non cambia nulla comunque se uno strumento indica 100 o 120 su due diverse prove di campionamento. Il risultato è che la superficie non è molto pulita.
Ma se restituisce una lettura di 539 quella superficie potrebbe essere addirittura pericolosa.
Un’ultima cosa.
Lo strumento misura tutto l’ATP che trova. 
Quindi anche quello di organismi morti. 
Ma la cosa non cambia, quella superficie rimane sporca e non è stata pulita in modo adeguato.
I dati possono anche variare a seconda di come venga fatto il campionamento.
Il tampone andrebbe passato su una superficie di circa 10x10 cm.
Si consiglia di effettuare 10 passaggi su un lato e ripetere l'operazione sul lato opposto.
Importante è anche la temperatura del tampone che andrebbe conservato in frigo.
Se trasportato per diverse ore sarebbe bene conservarlo al fresco, magari in una borsa frigo.

Continua..................





giovedì 12 aprile 2012

Palestre pericolose?





PREMESSA
Gli impianti sportivi come palestre, palazzetti dello sport, campi di calcetto, ecc sono da considerarsi locali ad alto rischio.
Devono pertanto essere sottoposti ad una cura igienico sanitaria profonda ed articolata.
La pulizia degli impianti sportivi rappresenta da sempre un grosso problema di difficile soluzione e troppo spesso è totalmente ignorato.
I motivi sono molti, ma in modo particolare dobbiamo evidenziare i seguenti punti:
  1. Totale mancanza di istruzione adeguata al personale addetto
  2. Personale insufficiente 
  3. Pochissimo tempo per intervenire. Le palestre sono soggette ad un uso continuo ed intensivo. 
  4. Totale mancanza di mezzi adeguati. 
  5. Totale mancanza di fondi 
Chiaro ed evidente che gli impianti sportivi, in generale, sono in pessimo stato.
PERCHE’ LE PALESTRE DEVONO CONSIDERASI AMBIENTI AD ALTO RISCHIO?
L’intensa attività sportiva provoca un aumento notevole di temperatura corporea negli atleti, a cui segue una copiosa sudorazione. 
Logico che il sudore sia poi disperso in tutto il locale. Sul pavimento, sugli attrezzi ginnici, sui tappeti ecc.
Ma non basta perché gli sportivi perdono anche residui di pelle, capelli e peli in grande quantità.
Tutte queste parti organiche sono cibo succulento per germi e batteri ma anche per gli acari che si nutrono di brandelli di pelle e vivono immersi nella polvere (che nelle palestre non manca mai).
Infine esiste la possibilità che cadute o scontri un po’ troppo “maschi” possano provocare sbucciature o ferite con conseguente perdita di tracce ematiche.

Una recente trasmissione televisiva trasmessa su Sky è che ha per protagonista MIKE ROWE  (già famoso per avere interpretato lavori sporchi) ha messo in luce proprio questo aspetto puntando il dito sulla pulizia.
Il sudore è ricco di aminoacidi, ottimo cibo per germi e batteri.
Più cibo è disponibile, maggiore è il numero di germi e batteri che potranno moltiplicarsi.
Più elevata è la carica batteria, maggiore il rischio di contagio.
Sta di fatto che il pavimento di una palestra può diventare molto più pericoloso dell’asse di un W.C. e possiamo trovare fino a 50 volte più germi e batteri.


Lo stretto contatto di molte persone che sudano e toccano tutto provoca un interscambio incredibile di “schifezze” potenzialmente molto pericolose.
Ancora peggiore la situazione sui tappeti tessili o sui tappetini da yoga.








IN PALESTRA

Il problema è particolarmente grave nelle struttura pubbliche.

Scuole di ogni ordine e grado hanno pochissime disponibilità di fondi e poco personale per affrontare il problema.
Se manca una lavapavimenti automatica il lavaggio è effettuato, per quanto possibile, solo manualmente arrangiandosi alla meno peggio. Una scopa in cotone a frange, qualche grosso strofinaccio imbevuto in acqua e detergente  ed un sgrosso spazzolone sono di solito gli unici strumenti.
Purtroppo con questi strumenti non possiamo garantire un’igiene neanche sufficiente.




Inutile anche un intervento radicale effettuato 2/3 volte all’anno con 
l’impiego di macchine.
Il pavimento della palestra richiede una cura costante ed un lavaggio almeno giornaliero.
Addirittura sarebbe necessario un lavaggio dopo ogni attività sportiva.
In molte schede di manutenzione fornite dai fabbricanti dei pavimenti si legge che il lavaggio deve essere effettuato con idonee macchine lavapavimenti. 
Quindi il lavaggio manuale non è nemmeno preso in considerazione. Di solito non si parla di frequenza, ma è chiaro che il fabbricante non può essere un esperto di pulizia.
Naturalmente la stessa cura deve essere rivolta agli attrezzi ginnici, che andrebbero lavati e disinfettati dopo ogni utilizzo.
Chi si è mai preoccupato di questo aspetto?
Immaginiamo l’aspetto igienico di una panca o di un manubrio dopo una giornata di allenamenti.
Possiamo ben capire come tutto l’ambiente palestra debba essere considerato a rischio elevato e quindi doveroso di una accurata pulizia.
TUTTI A CAMBIARSI.....
L’attività sportiva è finita, tutti stanchi e sudatissimi a cambiarsi negli spogliatoi.
Naturalmente ci si siede zuppi di sudore sulle panche, dove prima probabilmente si è seduto un altro atleta nelle stesse condizioni, e così via per tutta la giornata.
E non sempre si è vestiti......anzi. 
Spesso i corpi nudi e sudati si avventano sugli arredi depositando in abbondanza sudore, peli, pelle, ecc.
Siete mai stati in uno spogliatoio dopo una importante vittoria?
Vi consiglio caldamente di dare uno sguardo a quello che succede.
Un lauto banchetto per germi e batteri, un luogo ideale per scambiarsi “schifezze” di ogni genere.
Nessuno si siede sull’asse di un water pubblico, eppure tutti i ragazzi si siedono senza
problemi a corpo nudo sulle panche degli spogliatoi.
Esiste una grande differenza?
Direi proprio di no.
Le panche delle palestre possono diventare molto pericolose ma in fondo nessuno ci pensa.
Se va bene vengono malamente lavate una/due volte all’anno.
Disinfettate?
Probabilmente mai.
Prova di tutto ciò è l’odore classico che si sprigiona dai locali.
Odore che ci conferma la non pulizia e la mancanza di un’igiene sufficiente.

E POI........SOTTO LA DOCCIA
La doccia è nuovamente un ambiente ad elevato rischio. L’ambiente caldo e umido favorisce lo sviluppo di muffe e batteri. Le principali malattie cutanee di cui preoccuparsi sono le verruche e le micosi.
Ci sono naturalmente una serie di precauzioni da prendere come risciacquare la doccia prima di usarla, non appoggiarsi alle pareti, non camminare a piedi nudi, ecc.
Ma naturalmente l’ambiente doccia deve essere pulito con costanza e capacità professionali.
Almeno giornalmente è necessaria una attenta pulizia di tutto il locale con prodotti specifici.

martedì 3 aprile 2012

Perché pulire?

La massaia se lo chiede ogni giorno della sua vita, per quale motivo sono costretta ogni giorno a sbrigare le faccende domestiche? Ogni giorno deve spolverare, lavare, riassettare, ecc.
Ma non potrebbe fare come nel 1800 a Parigi? Nessuno si preoccupava di pulire (http://elisacarriero.blogspot.com/2011/12/la-storia-sporca-di-parigi.html).
Certo, allora non si sapeva ancora che sporco e malattie erano strettamente correlate.
Oggi le nostre conoscenze sono assai diverse e questo non può più succedere (a parte qualche raro caso).

Bagno di un ospedale di Genova
Lavello di un ufficio pubblico di Torino preposto 
Moderna fermata di autobus a Taranto (inviatami da Elisa Carriero)

Lavabo in una camera di degenze un ospedale di Torino

Oggi, in molti casi non siamo poi molto distanti dalla Parigi pre-rivoluzione o dalla invivibile Versailles, dove i corridoi della reggia erano ridotti ad una latrina puzzolente e disgustosa. L'unica vera differenza e che allora non si rendevano conto del lerciume nel quale vivevano.
Oggi invece siamo convinti di vivere nel pulito solo perché i mobiletti delle nostre case sono pieni di prodotti che troppo spesso non sappiamo usare in modo corretto.
Ma ritorniamo a noi, i traguardi che vogliamo raggiungere con la pulizia sono sostanzialmente due:
a) di carattere estetico
b) prettamente igienico
Naturalmente non possiamo trascurare il fattore estetico ma certamente oggi in ambito pubblico, è il meno importante.
Naturalmente, specie in ambiente comunitario, è molto più importante l'aspetto igienico.
Lo sporco è habitat naturale di germi e batteri che, proprio dallo sporco, traggono il loro nutrimento.
Quindi togliere loro il cibo e ridurli alla fame è un ottimo sistema per mantenere bassa la carica batterica.
Ma perché dobbiamo tenere bassa la carica batterica?
Non viviamo certo sotto una campana di vetro e siamo costantemente a contatto con germi e batteri eppure mica siamo sempre malati!
Vi faccio un esempio che faccio sempre durante i corsi che tengo agli operatori del settore.
Landa desolata e sullo sfondo un fortino, cento soldati sono asserragliati a difenderlo.
Sono armati fino ai denti, hanno cibo ed acqua in abbondanza.
Una stanca sentinella vede in lontananza avvicinarsi il nemico e suona l'allarme.
Un migliaio di uomini stanno marciando verso il fortino. Il solito attacco, nulla di preoccupante. I nemici si fanno sotto, lanciano il loro attacco con frecce e lance, qualcuno con una scala tenta di entrare ma viene subito bloccato e ributtato fuori. La battaglia cessa di lì a poco con la netta vittoria del fortino.
E' in pratica ciò che succede al nostro organismo.
Se siamo in età adulta e non abbiamo problemi debilitanti un normale attacco batterico è fermato con facilità dalle nostre difese immunitarie.
Ma torniamo al fortino ed alla nostra sentinella. Anche questa volta vede in lontananza il nemico che avanza ma c'è una novità: i nemici si sono alleati tra di loro e tutti insieme stanno attaccando. La situazione si fa subito disperata, nonostante l'impegno ed i mezzi a disposizione il fortino sta cedendo. Arrivano nemici da ogni parte ed in breve riescono ad entrare. La battaglia è finita, il fortino è caduto nelle mani dei rivoltosi.
Ecco cosa succederebbe anche al nostro organismo se vivessimo in una discarica o facessimo il bagno in una fogna. La quantità di germi e batteri sarebbe così elevata che le nostre difese immunitarie potrebbero non riuscire a fermare i nemici.
Questo esempio calza ancora meglio in altri casi, come ad esempio per i bambini in temerà età, le cui difese immunitarie non sono ancora perfettamente sviluppate. Per i bambini di scuole materne ed asili nido è piuttosto normale "scambiarsi le malattie". Anche i malati o gli anziani sono più sensibili avendo difese immunitarie più deboli. E' noto come in ospedale i degenti contraggano con facilità infezioni fastidiose o anche molto pericolose.
Specialmente in questi ambienti è quindi necessario alzare il livello igienico e prestare molta attenzione.
Per concludere, mantenere igienicamente pulito un ambiente comunitario giova senza dubbio alla salute di tutti.
Ma per fare bene le pulizie bisogna mettere da parte la presunzione che siamo un popolo pulito.
In realtà non è così. A noi italiani l'aspetto pulizia (in ambito comunitario) importa poco. Lo vediamo costantemente, chi si è mai ribellato ad una situazione di sporco? Chi ha mai detto al barista che il suo locale fa pena? Chi è mai andato dal direttore della piscina a dirgli che è indecente?
Poi c'è l'altro problema. Un locale come una piscina può sembrare esteticamente pulito, ma è stato pulito nel modo corretto? Affinché siano rispettati livelli igienici accettabili bisogna sapere come intervenire e troppo spesso vedo che ciò non succede. Facciamo un esempio. Prendiamo proprio una piscina. Sappiamo che germi e batteri proliferano in ambienti caldi e umidi. Preso!!! La piscina è il loro ambiente naturale. Le piscine se non attentamente pulite possono diventare assai pericolose. E non basta un straccio ed il mop ed una grande quantità di conegrina. La conegrina non ......
Ma non mettiamo il carro davanti ai buoi, di questo parleremo più avanti.

mercoledì 14 marzo 2012

Robot aspirapolvere, ma sono davvero efficaci?


Da qualche tempo le massaie sono attratte da un nuovo giocattolo tecnologico che promette meraviglie.
Una spazzola per le briciole a doppie spazzole contro rotanti.
 Nata per raccogliere briciole e sporco grossolano dai tavoli
Si tratta dei robot aspirapolvere.
Macchine automatiche che, muovendosi in piena autonomia, promettono di rimuovere da ogni angolo polvere e detriti di ogni genere.
In attesa di poterne provare uno (il costo non è certo insignificante) posso solo fare un’analisi visiva di ciò che potrebbe realizzare dal vivo una macchina del genere.
Questi robot sono presentati come aspirapolvere ma in realtà sono ben altre cosa.
Un aspirapolvere classico “mangia” la polvere grazie da un motore che crea una depressione all’interno di un  serbatoio sigillato dove la polvere si deposita.
I robot invece non hanno nulla del genere.
In realtà non sono altro che una moderna interpretazione delle spazzole per le briciole che un tempo venivano vendute sulle bancarelle nelle fiere di paese.
Questi Robot quindi sono delle spazzole automatiche che raccolgono lo sporco in maniera meccanica e non attraverso un motore di aspirazione vero e proprio.
E’ pur vero che alcuni modelli tra i più ricercati sono dotati di filtri EPA, ma questi filtrano solo un leggero flusso d’aria creato dallo stesso movimento delle spazzole.
Chi acquista questo prodotto e pensa di poter risolvere il problema delle polveri credo resterà deluso. 
Le polveri pericolose sono quelle chiamate “sottili” ed invisibili ad occhio nudo e sono composte da pollini, inquinamento, ecc.
Le polveri sottili sono talmente piccole ed impalpabili che si sollevano dalle superfici al minimo sbuffo d’aria e rimangono sospese per diverse ore e quindi inalate a pieni polmoni da frequentatori dei quel locale.
Oltre a non avere un vero motore di aspirazione, il problema maggiore è causato dalla piccola spazzola laterale creata per la pulizia dei bordi e degli angoli e, che invece, a causa del moto rotatorio alza e sposta la polvere sottile.
Ecco alcune foto ricavate da un sito internet che reclamizza questi prodotti.
Come si può ben vedere, lo sporco viene raccolto dal pavimento grazie all'azione di una doppia spazzola contro rotante (esattamente come le spazzole raccogli briciole).
Queste spazzole creano sì un flusso d'aria, ma non possiamo certo parlare di un aspirapolvere vero e proprio.
Inoltre come già detto il problema maggiore è rappresentato dalla piccola spazzola laterale che girando vorticosamente solleva le polveri sottili dal pavimento.


Il risultato quindi deve per forza di cose essere assai deludente.
Gran parte delle polveri sollevate dalla spazzola laterale restano sospesa nell'aria e le ritroviamo sul pavimento qualche ora dopo.
Questi robot sono quindi utili sono per raccogliere sporco grosso come briciole, pezzetti di carta, coriandoli, peli di animali (purché corti). Credo siano inefficaci anche sui capelli lunghi che solitamente tendono ad avvolgersi intorno alle spazzole.
In definitiva, da una analisi visiva ritengo che la loro effettiva utilità sia alquanto scarsa.
Queste macchine non sono certo migliori delle vecchia scopa, come lei alzano la polvere e come lei ne lasciamo molta dietro.
Allora perché comprare un apparecchio del genere?
Per soddisfare la nostra maniacale voglia di pulito a tutti i costi senza pensare che esistono metodi assai più efficaci e meno costosi.


Ad esempio per eliminare la polvere sottile ed i pollini sono assai più efficaci, più veloci e assai meno costosi i panni impregnati.
Chissà se qualche acquirente vorrà prestarmi il suo giocattolo per qualche ora per testarlo sul campo. 
Sarei ben felice di rivedere le mie posizioni e di urlare al miracolo.



lunedì 5 marzo 2012

Il mondo è infetto? La mia verifica

Qualche giorno fa ho scritto  un articolo in merito alla trasmissione televisiva "IL MONDO E' INFETTO?".




Nel servizio si diceva che lo sciacquone del water, nato per tenerlo pulito, ci risputa addosso germi e batteri. Bene oggi cercherò di provare questa teoria con il water del nostro ufficio. Così, visto che è il mio mestiere, ho pulito il water con ECOSI ASSIM e dopo averlo risciacquato ho disinfettato con ECOSI RIFRAXAN.
Mi sono quindi dotato un una lampada UV e ho scattato alcune foto.
Se ci fosse vita batterica, sarebbe messa in evidenza da un fluorescenza rilevabile con la lampada UV. Come si può vedere il W.C. ai raggi UV non rivela tracce batteriche evidenti a parte i 4 puntini fluorescenti che si vedono. Quelle sono le viti che tengono il coperchio e che, con una normale pulizia in effetti non sono sicure. Infatti germi e batteri si annidano all'interno del taglio delle viti e la pulizia e la disinfezione diventano piuttosto difficili.
Ho fotografato anche l'asse e come si può vedere  non presenta segni evidenti di vita batterica.
Domani sera dopo una giornata di utilizzo cercherò di valutare le condizioni igienico sanitarie del water.






E' sera, ufficio chiuso e sono curioso di vedere cosa è successo al nostro water dopo un giorno di lavoro. Le foto non sono chiare ma i risultati sono evidentissimi. Lo sporco rilevato dalla lampada è tangibile. Purtroppo non sono riuscito a fotografare l'asse superiore a causa del riflesso della luce.
Sembrerebbe quindi abba ragione la TV. Lo sciacquone ci risputa addosso parte di ciò che ha ingoiato. Anzi, pare assai più sporca la superficie esterna rispetto a quella interna.
Conclusione: i vari prodotti utilizzati per disinfettare o mantenere pulita l'interno della tazza parrebbero inutili.
Almeno da quanto si vede con una misera lampada da soli 5 euro.
L'asse invece è un vero disastro ecologico e pensare che questo bagno è utilizzato solo da due signore.
Tirando le somme è meglio concentrarci sull'esterno piuttosto che buttare litri di prodotto all'interno della tazza che risulta praticamente pulita. Torno a dire che questi sono risultati assai indicativi ma rivelatori di una realtà che io stesso non conoscevo.
Mi chiedo quindi con maggiore fermezza a cosa serva disinfettare il water o l'orinatoio ad ogni risciacquo se anche senza alcun prodotto non sembrano esserci contaminazioni batteriche?
A mio avviso è inutile sprecare denaro ed aumentare l'inquinamento con un accanimento morboso verso la nostra tazza WC quando il problema è all'esterno.
Pazienza poi a casa, ma in un bagno pubblico il problema diventa assai grave.
I batteri che il water o la turca spargono in ogni dove naturalmente si depositano ovunque quindi su porte, pareti, dispenser o anche sulla carta igienica.
E che succede se tiriamo l'acqua in una turca?
Probabilmente ci ritroveremo con i pantaloni pieni di batteri e, per le donne (con le gonne) le gambe contaminate.
La difesa?
Tiriamo l'acqua con il coperchio del water chiuso.
Ma per la turca non ho suggerimenti.

mercoledì 22 febbraio 2012

Il mondo è infetto?

Una nuova puntata estremamente interessante di "Curiosity" mi dà lo spunto per parlare dello sporco che giornalmente ci circonda.
Mike Rowe, famoso per avere provato i lavori più sporchi, si cimenta in una nuova avventura a contatto con il modo dell'invisibile.
Noi tutti viviamo circondati ed attaccati da ogni parte da un esercito di virus, batteri, funghi, ecc. che cercano di divorarci.
Ma dove possiamo essere più in pericolo?
Il nostro W.C. è naturalmente infestato da germi e batteri.
Naturalmente nessuno di noi mangia nel W.C. o si sdraia in una turca ma, il servizio, ci mostra un lato oscuro che non conoscevo e che mi prometto di verificare.

Mike, accompagnato da un medico, ci dimostra come lo sciacquone, inventato per pulire il water, in realtà ci risputi addosso virus e batteri.
La chiama "la fontana fecale"
In pratica ci dice che lo sciacquone spara fino a 3 metri di distanza gli e-coli e gli stafilococchi presenti in feci e urine.
La foto mostra una ricostruzione di come germi e batteri
si depositino sul nostro asse del W.C.
Questo vorrebbe dire che tutto il nostro locale bagno, dopo avere tirato l'acqua è infetto.
Immaginiamo un bagno di un autogril, di una scuola, di un ospedale.
Vorrebbe dire che ogni centimetro del bagno comprese maniglie, porte, suppellettili ed anche la stessa carta igienica sono contaminate dopo ogni scarico di acqua.
Una infezione da stafilococchi in rari casi pare possa addirittura procurare la meningite mentre gli e-coli potrebbero danneggiare i reni.
Passa poi ad analizzare i pericoli nascosti nella lettiera dei gatti.
Anche il pesce crudo nasconde pericolose insidie come un viaggio in aereo o una leccata del nostro amico più fidato, il cane ma sempre meno pericolosa (dico io) della stretta di mano o della amicizia di molti umani (sempre pronti a pugnalarti alle spalle).
Ad esempio la lingua del cane è meno "sporca" della nostra.
Certo ci sono differenze, ad esempio il cane che si fa il bidè potrebbe avere sulla lingua uova di ossiuri (vermi intestinali).
Ma il servizio a mio avviso più interessante riguarda la palestra.
Il sudore e la promiscuità dell'ambiente palestra possono essere un focolaio di infezioni piuttosto importante.
Pensiamo alla palestre dove fanno ginnastica i nostri figli.
I ragazzi giocano, sudano, cadono, si sbucciano.
Quindi sul pavimento, sugli attrezzi, sui tappeti ritroviamo  tracce importanti e potenzialmente pericolose. Germi e batteri possono vivere e proliferare praticamente indisturbati.
Purtroppo questi locali importanti e pericolosi sono troppo spesso del tutto trascurati.
I problemi delle palestre pubbliche sono ben noti a tutti e da anni dico le stesse cose.
Le scuole non hanno fondi e mezzi sufficienti per intervenire e manca anche il tempo, perché le palestre sono utilizzate di continuo anche da gruppi esterni che le usano ma spesso non le puliscono.
Quante volte i nostri ragazzi hanno fatto ginnastica in una palestra lasciata sporca dopo una partita serale?
Un tempo in palestra si entrava solo con le scarpe da ginnastica che si portavano da casa. Oggi tutti i ragazzi usano scarpe da ginnastica per andare a scuola. Quanti le cambiano prima di entrare in palestra? Quelle scarpe hanno pestato di tutto, dagli sputi sui marciapiedi (che oggi abbondano) agli escrementi di cane (lasciati da qualche padrone maleducato) e sporcizia di ogni tipo.
Il pavimento antiscivolo delle palestre non si può lavare a mano.
Oggi quasi tutte le scuole lo spolverano alla meno peggio e lo bagnano con grossi stracci imbevuti in acqua e detergente.
Insisto su "lo bagnano" perché, in questo modo, non si ottiene certamente un lavaggio soddisfacente.
Anzi, siccome il pavimento rimane bagnato per parecchio tempo non si fa altro che fare il gioco di germi e batteri che proliferano in ambienti caldi e umidi.
Ma in questo modo non si può lavare una palestra, questo è solo un sistema per spostare e spalmare meglio lo sporco.
Il pavimento per essere lavato richiede obbligatoriamente l'uso di macchine lavapavimenti grosse ed efficaci.
Il pavimento poi non va lavato una volta alla settimana (quando va bene) e neanche una volta al giorno.
Il pavimento andrebbe lavato dopo ogni utilizzo.
E che dire degli attrezzi?
E dei tappeti?
Andrebbero lavati e disinfettati dopo ogni uso.
Quante volte invece vengono puliti?
Ed il locale spogliatoio?
Chi si è mai preoccupato di lavare e disinfettare le panche?
Eppure sulle panche si siedono tutti, sudati ed appiccicosi dopo l'attività sportiva.
Quelle panche non sono solo sporche, sono un allevamento di germi e batteri potenzialmente pericolosi.
La prova lampante che le nostre palestre non sono pulite nel modo giusto è dato dall' odore classico che questi locali emanano.
Spesso si riesce a trovare la palestra solo seguendo la traccia olfattiva ed anche senza essere un segugio.
Ricordiamo sempre che se un locale puzza è perché non è pulito ed in quel momento ci sono germi e batteri che si nutrono di sporco.
L'odore che sentiamo non è altro che le "puzzette" emesse dai nostri piccoli compagni di vita quotidiana.

martedì 14 febbraio 2012

Pensi di essere al sicuro?: Cibo

Fantastico, ho visto un documentario su National Geographic Channel dal titolo "PENSI DI ESSERE AL SICURO?: Cibo". 
Spero che molti di voi lo abbiano visto perché indirettamente è legato alla nostra sicurezza di essere puliti. 
La trasmissione è basata su un susseguirsi di incalzanti servizi sulla pericolosità del cibo anche in funzione di una scarsa e scorretta igiene.
Un comune denominatore è la poca attenzione che tutti dedichiamo alle nostre mani. 
Cercherò di fare un riassunto, per quanto difficile possa essere.


LA SPESA
Uno dei flash era dedicato alla spesa. La massaia porta a casa la borsa della spesa. Rovescia sulla cucina il contenuto delle borse. Troviamo in modo particolare carne di pollo. Chi ad esempio, conosce i rischi connessi a questo tipo di carne? La carne di pollo può esse contaminata dalla salmonella che potrebbe essere presente nelle feci del pollo. Ora, durante la lavorazione di macellazione e preparazione, le feci potrebbero contaminare Involontariamente la carne. La massaia porta a casa la carne la deposita sulle cucina (quindi contamina la cucina) poi la lava nel lavello (e contamina anche quello visto che la salmonella non si elimina col lavaggio ma solo con la cottura), poi senza lavarsi le mani tocca altre parti della cucina e saluta il marito accarezzandolo. Insomma in breve contamina tutta la cucina compreso il marito.
Non hanno parlato delle uova che presentano lo stesso rischio se consumate crude.
Durante la rottura del guscio l'uovo potrebbe essere contaminato dalla salmonella.
Una preparazione casalinga assai pericolosa è la maionese.
La preparazione è semplice, si dividono i tuorli dagli albumi quindi con un filo di olio....
Il problema sta proprio nella separazione dei tuorli dagli albumi.
Come ho detto la salmonella potrebbe essere presente nelle feci e l'uovo esce ..... da lì.
Ora, durante la separazione dei tuorli dagli albumi è quasi inevitabile che questi non vengano in contatto con il guscio.
E' facilissimo quindi contrarre la salmonellosi.
Di per sé non è pericolosissima (grande cagotto) a meno che i contagiati non siano bambini, anziani o persone debilitate, allora potrebbe essere assai pericolosa.  
Quindi le uova, prima della rottura, andrebbero lavate con acqua e disinfettanti a base di cloro.
Il bacillo della salmonella è facilmente eliminabile con la cottura quindi per la carne cotta non ci sono problemi.
Anche l'amata carbonara può essere pericolosa (anche se poi il sugo va versato sulla pasta bollente) ed il tirami su. Tutte le preparazioni con uovo crudo possono quindi essere potenzialmente pericolose.


LAVARSI LE MANI
Tutto il servizio insiste molto su una corretta igiene personale. Una stupida operazione come lavarsi le mani ci mette al sicuro da un sacco di problemi. Attenzione però, parliamo di lavare le mani non di bagnarle con l'acqua ed asciugarle. Lavarsi le mani vuole dire utilizzare un buon sapone, strofinare per almeno 20-30 secondi, risciacquare ed asciugare come ci illustra la sequenza riportata di seguito.

Non è indispensabile utilizzare saponi disinfettanti, basta un comune sapone in pezzi o liquido. 
Serve di più una buona tecnica e perdere qualche secondo a strofinare bene, che usare un costoso sapone disinfettante.


RISO


Nemmeno io (che mi ritengo attento) sapevo questa cosa. Il riso può essere assai pericoloso se non ben conservato. Se il nostro riso avanzato viene conservato ad una temperatura tra i 6 e i 60 gradi, quindi a temperatura ambiente casalingo, può sviluppare pericolosi batteri molto aggressivi.
L'insalata di riso, tipica delle nostre giornate estive, potrebbe rivelarsi molto "indigesta".
La portiamo in gita con noi e se non la consumiamo tutta la riportiamo a casa e magari la finiamo il giorno successivo. Meglio buttarla.


CONSERVAZIONE DEI CIBI
Tutti sappiamo della catena del freddo. I cibi congelati e surgelati (sapete la differenza) sono piuttosto sicuri ma....
In questi cibi i batteri non sono morti ma solo addormentati dal freddo. Ibernati insomma.
Se però durante il trasporto la temperatura si alza, si risvegliano e cominciano a riprodursi.
Quindi non bisogna interrompere la catena del freddo.
Bisogna poi conservarli a temperatura non superiore ai -18°.
Non basta che il prodotto non decongeli ma bisogna rispettare le temperature.




MOSCHE
Tutti lo sappiamo, la mosca è pericolosa perché si posa ovunque e mangia qualsiasi cosa. Ma non sapevo che la mosca mangia ciò che rigurgita. Se si posa sulle vostre lasagne prima rigurgita e poi insieme al suo vomito mangia le lasagne. Quindi è meglio lasciarla mangiare piuttosto che scacciarla (il suo vomito rimarrebbe li).




CANOVACCI


Lo sostengo da anni, benché la massaia sia inorridita dal suo water, ci sono zone della casa assai più pericolose. 
I canovacci da cucina ad esempio, ma aggiungerei anche e soprattutto le spugne ed i panni spugna.
Questi semplici strumenti una volta utilizzati vengono abbandonati sporchi e umidi sul lavello divenendo in poche ore veri allevamenti di germi e batteri. 
Con i canovacci magari asciughiamo anche il tagliere dopo avere appoggiato la carne, magari di pollo e poi asciughiamo un piatto prima di riporlo.
Il servizio suggerisce di lavare i canovacci da cucina a 90° magari con l'aggiunta di un disinfettante specifico. Non concordo del tutto, credo che un buon lavaggio sia sufficiente se non ci sono problemi gravi alle spalle.
Le spugne invece devono assolutamente essere ben lavate e disinfettate dopo ogni uso, quindi dopo l'uso risciacquatele abbondantemente ed immergetele in una soluzione di acqua e disinfettante. Solo così sarete sicure che la vostra spugna non sia inquinata.
D'ora in poi non abbandonate più la vostra spugna sul lavello dopo avere lavato i piatti e, se volete un consiglio, cambiatela spesso.


CONSIGLI AL RISTORANTE
Il servizio ha poi dato molti consigli sul comportamento da tenere al ristorante.
Naturalmente non riguardano l'etichetta ma come ci si debba comportare di fronte ad esempio, ad un cameriere con ferite o cerotti sulle mani, acne, tosse, starnuti, ecc.
Peccato non abbia parlato delle cucine. Purtroppo per il mio lavoro, molto spesso mi trovo di fronte a situazioni incredibili.
Ristoranti, mense, negozi alimentari e tutti qui luoghi dove si preparino o vengano somministrati cibi o bevande, devono rispettare le normative HACCP. Pochissimi però le applicano ed ancor meno ne conoscono l'esistenza. Provate a chiedere ad un gestore che vi spieghi cosa sono e cose debba fare lui per essere in regola.

















martedì 7 febbraio 2012

Primi problemi con l'inquinamento da detersivi.

Finalmente la nonna ha scoperto i detersivi.
Ora sul lavandino del minuscolo cucinino fanno bella mostra un fiammante flacone di detersivo per i piatti.
Ma non basta, in bagno svetta il fustino per la lavatrice, il disincrostante, l'anticalcare, ecc. ecc.
Finalmente l'igiene è arrivata in ogni casa.
E la nonna è sempre stata una fanatica del pulito.
Ma un bel giorno ........
Bina, Bina, co ur.....
Era la vicina di casa che correva a chiamare la nonna (Bina il suo soprannome) per andare a vedere cosa fosse successo all'Orco (il vicino fiume).
Inforcata la bicicletta per fare prima arrivarono di volata al fiume dove tutto il paese osservava sbigottito il corso d'acqua.
Già anche il fiume aveva scoperto i detersivi, ed anche i pesci morti che giacevano lungo le sponde.
Purtroppo i primi detergenti sintetici avevano portato con sé il flagello dell'inquinamento.
Il problema si rivelò assai grave, molti grandi corsi d'acqua avevano lo stesso grosso problema.
Naturalmente le autorità cercarono le cause che non tardarono a rivelarsi in tutta la sua gravità.
I colpevoli furono immediatamente individuati tra i nuovi detersivi ed il loro largo e sconsiderato impiego.
I fabbricanti di allora non avevano pensato che un detersivo una volta disciolto nell'acqua, come un buon soldato, avrebbe servito la sua causa fino alla morte.
Già, solo che i soldati prima o poi si congedano e le guerre (non sempre) finiscono.
Il detersivo invece continuava a fare il suo dovere all'infinito incurante del fatto che si trovasse in un catino per lavare una camicia o in in fresco ruscello di montagna.
I governi quindi, riuniti in seduta plenaria decisero di mettere fine a questo scempio ed introdussero il concetto di biodegradabilità e da allora in poi tutti i detersivi vissero felici e contenti.
Effettivamente l'introduzione della biodegradabilità fu un grosso passo avanti verso un mondo meno inquinato.
Ma cos'è sta biodegradabilià?
La biodegradabilità è la capacità di un composto (pericoloso ed inquinante per la natura) di decomporsi in sostanze non più pericolose (grazie a speciali batteri) e che possono essere assorbite dal terreno senza danni.
Quindi con la biodegradabilità abbiamo risolto finalmente i nostri problemi.
Ehi, ehi aspettate un attimo, non è proprio così semplice. 
Affinché ciò avvenga devono essere rispettate delle condizioni ben precise e non è un processo immediato ma richiede un certo tempo.
Per fare un'esempio, se buttiamo un detergente in una vasca di pesci rossi questi muoiono e prima che possiamo introdurre nuovi esseri viventi devono passare alcuni mesi.
Inoltre questo processo non ha inizio se buttiamo un detergente in una pozza d'acqua inquinata e priva ormai di batteri.
In questo caso dopo alcuni mesi otterremo una pozza ancora più inquinata.
Quindi non è proprio così semplice e più avanti riprenderemo il discorso.